sabato 19 agosto 2017

Holiday Inn

Mentre salgo in auto per partire penso: "No, ho dimenticato il libro che sto leggendo sul comodino".
Tre secondi dopo la mia coscienza mi ricorda che sto parendo per le vacanze con due nane al seguito.
L'unica cosa che riuscirò a leggere nella migliore delle ipotesi saranno un sacco di favole, nella peggiore, il dosaggio della tachipirina.

Ad ogni modo anche quest'anno cerchiamo di andare in ferie.

Capiamo fin da subito che l'aria di montagna, alla nostre figlie, mette un certo appetito.
La grande non finisce la colazione che chiede informazioni sul pranzo, la piccola si trasforma direttamente nel diavolo di Tzmania: azzanna qualsiasi cosa le capiti a tiro, commestibile e non.
E' bello soprattutto vederle mangiare fuori casa: tu le guardi orgoglioso mentre si mangiano anche i piatti, poi vai a pagare e osservi, che per quella cifra, tu hai solo assaggiato...

Ad ogni modo, le giornate passano fra visite culturali dove alla domanda: "Ilaria cosa ti è piaciuto di più?", la risposta è: "XY perché era anche in una puntata delle Winx!".
Senza contare la mezz'ora buona passata estrarre otto schegge di legno dalle mani della sopracitata nana.
Camminate in montagna, durante le quali, la piccola tenta l'evasione dallo zaino porta nano.
Sonno costante, stanchezza a vagonate.

Ma noi riusciamo a darci pure il colpo di grazia: la famigerata Giornata alle terme...
Giornata durante la  quale il nano grande prova l'ebrezza dello scivolo e dei giochi d'acqua, ovviamente accompagnata da papà.
Papà che, scivola una volta, scivola due volte, viene illuminato sul significato della frase "Mente Brillante". Gli schizzi d'acqua gli sono entrati fin nel cervello e i neuroni ne sono usciti lindi e pinti.
Io ho passato quasi tutto il tempo con l'acqua alla vita nella vasca per i piccoli. 

Ora, Facebook e Whatsapp sono intasati di selfie e video di gente sorridente e rilassata, è chiaro che quella in errore sono io.

venerdì 30 giugno 2017

Poi la strada la trovi da te

In quell'aula piena di visi, piedi, bocche, nasi, mani nuove, il primo giorno ti sei messa a litigare con una bambina.

Di tutti quei nani,alti più o meno come te, diffidavi fortemente.

Alle maestre offrivi di continuo caffè. Probabilmente perché una delle nonne ti aveva detto che era da persona educata, ma soprattutto, sospetto fosse un modo per non farti rompere troppo le scatole da quest'ultime.

Anche per me era tutto nuovo.
 Ti accompagnavo e pensavo, molto positivamente:"Vabbè, adesso per i prossimi tre anni, dovrò correre qui e poi al lavoro. Non ce la posso fare!".
Quando abbiamo scelto il tuo contrassegno, noi due genitori da denuncia, abbiamo optato per il più semplice da riprodurre.
In più dimenticavo puntualmente di leggere avvisi, portare a casa le cose da lavare, etc..

Poi il tempo ha fatto il suo corso.

Il contrassegno ti è piaciuto nonostante tutto.

La bambina con cui litigavi il primo giorno è diventata la tua migliore amica.

Hai smesso di offrire il caffè alle maestre ogni due ore.

I nani sospetti sono diventati i tuoi compagni di giochi e di malattia. Avete condiviso insieme un sacco di tempo e un sacco di germi.

Le mamme hanno creato un gruppo whatsapp che, a parte riempirsi di messaggi dopo due minuti di disattenzione, mi è servito a non fare arrivare le assistanti sociali a casa.
Grazie alle altre mamme, mia figlia aveva la parvenza di essere una bambina seguita.

Insomma, alla fine questi tre anni di asilo sono passati.
Ti sei fatta largo in situazioni nuove e te la sei cavata.
Adesso, a te e a i tuoi compagni, aspetta una nuova esperienza.

In bocca al lupo.



venerdì 10 marzo 2017

Miti e leggende

Quado ero piccola, vedevo le mamme degli altri bambini come esseri umani superiori.
Quando poi, ne incontravo una che conoscevo e mia mamma mi esortava a salutare per educazione, mi sentivo terribilmente in soggezione.
Ma allora perché, adesso che io sono mamma, non avverto questo senso di onnipotenza?
Anzi, quando qualche nano mi scruta intensamente, mi sento essenzialmente una cretina?
Mah...
Magari quando diventeró grande sul serio, me ne accorgeró perché verrò pervasa da questa onda energetica!

sabato 10 settembre 2016

Happy birthday to me

E così invecchio anche io.

Non che me ne freghi un granché. Gran parte delle persone che non mi conoscono, quando mi vedono mi danno parecchi anni in meno rispetto a quelli che ho. Quindi il problema del sentirsi vecchia è decisamente rimandato ai prossimi anni.

La novità di quest'anno è stata Anna.
Nata il 31/7 dopo una gravidanza tranquilla ma non troppo.
I primi tre mesi si possono riassumere con "E la nausea sia con te", seguita a ruota da "Balle spaziali", quelle che mi sono venute dopo aver passato settimane a vomitare tutto il giorno.
Il trimestre successivo è stato all'insegna della stanchezza cronica. Sid il bradipo in confronto era un dilettante.
Gli ultimi mesi sembravo Mobydick e avevo l'agilità di un rinoceronte zoppo.

Poi, una domenica mattina ha deciso di palesarsi Anna. Fotocopia sputata della sorella maggiore con lievissime variazioni sul tema.
E con lei sono tornate le famigerate notti insonni.
Grazie ad Anna quest'estate mi sono fatta una notevole cultura sportiva, guardando un sacco di gare delle Olimpiadi di Rio... in diretta. Che fortuna.
Ieri è cominciata la sessione delle para olimpiadi. Per almeno altre due settimane sono a posto.
A distanza di più di un mese le notti insonni continuano inesorabili, ma siccome la speranza e l'ultima a morire, spero di che piano piano le cose migliorino.

Staremo a vedere.....





sabato 30 gennaio 2016

Family day

Ma perche' prima di sentenziare su diritti e doveri degli altri, non ci facciamo un bell'esame coscienza?

Noi, cosi' dette famiglie tradizionali, che ci ricordiamo della tradizione solo quando si tratta di rompere le scatole al prossimo.
Il raduno di oggi esattamente a cosa è servito?
Quale tipo di famiglia cercava di difendere?
Quella composta da uomo, donna, figlio/i preferibilmente e preventivamente sposati in chiesa.
La stessa famiglia dove al giorno d'oggi, nella maggior parte dei casi purtroppo, dopo qualche anno l'uomo e la donna si separano e usano i figli come arma di ricatto?

Io mi sono sposata in chiesa, nella famiglia composta da uomo e donna ci credo, ma non penso sia l'unica soluzione plausibile.
Penso che un bambino abbia bisogno di una stabilita' che esula dal sesso di chi gliela fornisce.
Ma soprattutto, aver fatto questo tipo di scelta, a mio modesto avviso, non mi mette nella condizione di criticare  quelle diverse dalle mie.

E, a proposito di famiglia, la mia ad Agosto si allarga!




giovedì 10 dicembre 2015

Difendiamo lo stile di vita dei Dodo!

Ho fatto tardi. Ormai non riesco più a tornare a casa a pranzo.
Pazienza, visto che c'è il sole, andrò a mangiare qualcosa qua vicino.
Prendo un panino nel primo bar disponibile, mi siedo su una panchina al sole e tiro fuori l'ebook dalla borsa.
Poco dopo squilla il cellulare, rispondo e passo qualche minuto a chiacchierare con il mio interlocutore, aggiorno l'agenda, scrivo qualche messaggio su Whatsapp e, magicamente, arriva l'ora di tornare al lavoro.
Anzi, sarei anche leggermente in ritardo, quindi raccatto le mie cose in rapidità e mi avvio.
Ma, a metà strada, mi accorgo che l'ebook è rimasto esattamente dove l'ho lasciato: sulla panchina appunto.
Torno di corsa indietro sperando di trovarlo ancora là. Fortunatamente nessuno l'ha notato.

Questo succedeva il Giugno scorso, se fosse accaduto ieri, ora sarei nei guai.

Non che perdere un ebook sia un reato punibile dalla legge ma, se lo perdessi e qualcuno lo trovasse e ci desse un'occhiata, probabilmente mi toccherebbe fare un giretto in Questura e chiamare anche un buon avvocato.
Perché?

Perché la mia curiosità verso un sacco di cose, mi porta ad aggiornarmi. Quindi, oltre a romanzi vari ed eventuali,  sul mio ebook si trovano cose come:

-Storia della Siria
-Nella testa di una jiahdista (libro molto bello scritto da una giornalista francese)
-Due numeri di Limes che parlano della nascita del califfato e, per finire, il Corano.

Dopo i fatti di Parigi la cosa che ho sentito dire piu' spesso e' stata che dobbiamo difendere la nostra liberta', il nostro stile di vita.

Non so voi, ma io non mi sento proprio cosi' libera e anche sullo stile di vita, forse, potremmo migliorare.
Sto sicuramente mille volte meglio dei poveretti che oggi abitano a Damasco, ma abbiamo ampi margini di miglioramento.

A me sembra riduttivo paragonare la liberta' al poter andare al cinema o al bar, senza essere crivellati dai proiettili di gente malata.
In quanto allo stile di vita poi... Se prenoto un biglietto aereo, prima che io ci possa mettere piede il Grande Fratello sa gia' se e perche' sono, o non sono, stata in carcere.
Partendo da un comune pagamento pos possono sapere veramente tutto di noi.

L' unica liberta' che ci e' rimasta e'  veramente solo quella di spendere soldi (andare al cinema o al ristorante appunto) per non far crollare un sistema economico gia' un crisi di per se', anche senza l'aiuto di pazzi furiosi?

Spero proprio di no.


sabato 31 ottobre 2015

Goodbye Expo

Se non ve ne foste accorti l'Expo si è concluso.

Tutto il giorno  a ripetercelo con servizi speciali, trasmissioni dedicate, interviste a grandi capi, interviste a volontari, interviste a visitatori, interviste ad ignari passanti...
Insomma oggi tutti dovevano dire la loro sull'esposizione universale appena conclusa.
A me nessuno ha chiesto niente ma, siccome ci sono stata, vi racconto la mia versione dei fatti.

Il tutto risale a metà settembre.
In verità io rompevo le palle  già dall'estate con questa storia dell'Expo.
Ho cominciato dicendo: "Che bello c'è l'esposizione universale! Chi viene con me?"
Dopo un paio di "Sì vedremo", "Non so devo chiedere alla mia agenda" e "Scordatelo, non mi interessa!", la musica è cambiata in:"Che bello c'è l'esposizione universale! IO VADO."
Poi il marito preso da pietà ha deciso di accompagnarmi, probabilmente per evitare che mi perdessi fra Cardo e Decumano.
Così in una assolata mattina io, il marito ed il nano siamo partiti per Milano.

Sì, ci siamo andati con il nano, anche se ce lo avevano sconsigliato perché troppo piccola a detta di alcuni.
Non contenti, ci siamo pure andati in treno.
Quattro ore all'andata e quattro ore al ritorno, a cercare di tenere occupata una quattrenne senza nessuna intenzione di dormire, su uno splendido FecciaRossa che però questa volta è stato meno feccia del solito.

Dall'ultima volta che sono stata a Milano è passato parecchio tempo, ma si è riconfermata una città in cui non mi piacerebbe vivere. Troppo caotica.
L'unica cosa buona, per me, è stata la libreria Feltrinelli in piazza Duomo. Quella mi è piaciuta un sacco!
Ma non divaghiamo, siamo qui per Expo, ed Expo sia!

Sapevamo che c'era la possibilità di avere un passeggino a noleggio per chi aveva al seguito un bambino piccolo.
Da totali sprovveduti, pensavamo che bastasse presentarsi all'entrata dell'esposizione e un addetto ci avrebbe fornito il fantastico trabiccolo e invece...
Abbiamo scoperto, ovviamente la sera del nostro arrivo, che bisognava prenotarli attraverso il sito della Chicco, noi abbiamo fatto richiesta troppo tardi e quindi Expo lo abbiamo con il nano in spalla.
16 kg di puro divertimento!

Ma, una volta lì, meno male che il nano c'era!
Sì perché sarà anche come fare il giro del mondo in otto ore, ma solo se hai un nano (tuo o rapito per l'occasione), o ti sei trascinato dietro la nonna morente.
In mancanza di queste due figure, l'unico modo di saltare le file chilometriche era farsi venire un infarto.
Neanche a dirlo, il giorno della nostra visita, è coinciso con il giorno di maggior affluenza dall'inizio dell'evento.
Quindi, nano a tracolla, ci siamo lanciati in questa avventura.

I padiglioni inarrivabili come Cina, Giappone, Emirati Arabi sono rimasti tali. C'erano file dalle quattro alle otto ore.
Gli altri, con Ilaria al seguito, siamo riusciti a visitarli abbastanza velocemente e comunque non li abbiamo visti tutti.

Il tema cardine era sul cibo e su come nutrire il pianeta e, devo dire, che mia figlia l'ha capito benissimo. Ha passato tutto il giorno a dirmi "Ho fame" (forse non aveva tutti i torti abbiamo camminato dalle 10 di mattina alle 22.00...)
A mio avviso però l'attrazione principale di questo expo non è stato il cibo o le risorse della Terra, quanto l'architettura dei vari padiglioni.
Alcuni grandi come palazzi di due piani, altri sembravano negozi di suovernis.
E' vero, alcuni Paesi hanno cercato effettivamente di sottoporre il problema di come nutrire il pianeta negli anni avvenire, altri facevano pura e semplice promozione turistica a mio modesto avviso.
Ma tant'è.

Expo è stata una bellissima esperienza molto mal organizzata.
Sarebbe bello poter visitare la prossima esposizione universale e fare i dovuti confronti.
Concludo con la frase di un visitatore in attesa della cena davanti a noi, che riassume molto bene il problema dell'organizzazione.

"Expo. Non ci torno piu'! Servito male e in fretta.
Sono qui da stamattina e ho fatto solo file. Che coglione.
E ho pure pagato!
Due volte coglione!"