domenica 7 gennaio 2018

EL PUEBLO UNIDO

Lunedì si ricomincia.

Se per due settimane ero riuscita a salvarmi dal tour de force mattutino chiamato "Consegna il nano", Lunedì tocca ricominciare.
Si torna alle vecchie sane abitudini per cui, dopo aver battagliato per vestire le nane, lavarle e avergli cacciato in bocca un biscotto al volo, mi ritrovo alle 7.40 su un autobus strapieno.
Strapieno di ragazzi e ragazzini che non capiscono (o non vogliono capire) che, se si togliessero lo zaino dalle spalle prima di salire, il mondo (almeno il mio) gliene sarebbe grato.
Perché la sottoscritta, si trova con una nana da salvare da episodi di  possibile schiacciamento e un'altra tracolla.
Riesco a scendere sudata dal mezzo pubblico anche in pieno inverno.

Si torna alle vecchie abitudini, dove si combatte per arrivare in orario in ufficio, dal medico, dal salumiere.
Ma so che siamo in tanti su questa barca sgangherata. Tutti, sempre con il cronometro alla mano, sempre con l'ansia di essersi dimenticati qualcosa di fondamentale.
Solo che quest'anno abbiamo una variante il primo giorno di scuola dopo le vacanze natalizie: UNO SCIOPERO.

Lo sciopero, strumento atto a valorizzare e sottoporre a chi di dovere, le problematiche legate alla categoria che lo indice, è un diritto sacrosanto.
Negli anni la società è cambiata, le mobilitazioni dei decenni passati, oggi sono impensabili. Nessuno, o solo pochi dipendenti, in questo Paese possono permettersi, oggi, di incrociare le braccia per far valere un proprio diritto.
Nel settore privato è una possibilità praticamente scomparsa.
Nel settore pubblico c'è ancora qualche spiraglio, ma le modalità di organizzazione vanificano gli sforzi.

Se le motivazioni possono essere valide ed indiscutibili, l'attuazione della manifestazione con i criteri seguiti al momento, fanno perdere tutta la credibilità.
Come cavolo è possibile che gli scioperi indetti per la scuola pubblica cadano sempre di Lunedì o Venerdì?.
No perché , il cittadino medio, dipendente privato che l'ultimo sciopero l'ha fatto alle superiori, la prima cosa che pensa è: "Guarda questi che si allungano il week-end/ferie. Io non lo posso fare e mi tocca pure trovare qualcuno a cui lasciare il nano.!".
Le alternative non sono molte. Baby sitter dell'ultimo minuto, portarsi il minorenne in ufficio ed usarlo come fermacarte, schiavizzare qualche parente.

Personalmente se fossi negli insegnanti ai quali sono rivolti questi scioperi, suggerirei di discutere con i sindacati di categoria sui giorni di attuazione degli stessi.
Perché non farlo di Mercoledì o Giovedì?
Il disagio che bisogna creare vi assicuro che viene creato.
Se dovete/volete andare a manifestare in corteo a Roma nessuno ve lo impedisce, basta organizzarsi per tempo.
Forse sarà troppo semplicistica come soluzione - ma forse così - qualcuno dei familiari dei bambini ai quali fornite il vostro preziosissimo servizio, comincerà, se non sostenere da subito la vostra causa, a vedervi meno in cattiva luce.

Detto questo io lunedì, in caso di sciopero, il nano me lo porto in ufficio e le faccio leccare i francobolli in attesa che i nonni  la vengano a recuperare.


sabato 19 agosto 2017

Holiday Inn

Mentre salgo in auto per partire penso: "No, ho dimenticato il libro che sto leggendo sul comodino".
Tre secondi dopo la mia coscienza mi ricorda che sto parendo per le vacanze con due nane al seguito.
L'unica cosa che riuscirò a leggere nella migliore delle ipotesi saranno un sacco di favole, nella peggiore, il dosaggio della tachipirina.

Ad ogni modo anche quest'anno cerchiamo di andare in ferie.

Capiamo fin da subito che l'aria di montagna, alla nostre figlie, mette un certo appetito.
La grande non finisce la colazione che chiede informazioni sul pranzo, la piccola si trasforma direttamente nel diavolo di Tzmania: azzanna qualsiasi cosa le capiti a tiro, commestibile e non.
E' bello soprattutto vederle mangiare fuori casa: tu le guardi orgoglioso mentre si mangiano anche i piatti, poi vai a pagare e osservi, che per quella cifra, tu hai solo assaggiato...

Ad ogni modo, le giornate passano fra visite culturali dove alla domanda: "Ilaria cosa ti è piaciuto di più?", la risposta è: "XY perché era anche in una puntata delle Winx!".
Senza contare la mezz'ora buona passata estrarre otto schegge di legno dalle mani della sopracitata nana.
Camminate in montagna, durante le quali, la piccola tenta l'evasione dallo zaino porta nano.
Sonno costante, stanchezza a vagonate.

Ma noi riusciamo a darci pure il colpo di grazia: la famigerata Giornata alle terme...
Giornata durante la  quale il nano grande prova l'ebrezza dello scivolo e dei giochi d'acqua, ovviamente accompagnata da papà.
Papà che, scivola una volta, scivola due volte, viene illuminato sul significato della frase "Mente Brillante". Gli schizzi d'acqua gli sono entrati fin nel cervello e i neuroni ne sono usciti lindi e pinti.
Io ho passato quasi tutto il tempo con l'acqua alla vita nella vasca per i piccoli. 

Ora, Facebook e Whatsapp sono intasati di selfie e video di gente sorridente e rilassata, è chiaro che quella in errore sono io.

venerdì 30 giugno 2017

Poi la strada la trovi da te

In quell'aula piena di visi, piedi, bocche, nasi, mani nuove, il primo giorno ti sei messa a litigare con una bambina.

Di tutti quei nani,alti più o meno come te, diffidavi fortemente.

Alle maestre offrivi di continuo caffè. Probabilmente perché una delle nonne ti aveva detto che era da persona educata, ma soprattutto, sospetto fosse un modo per non farti rompere troppo le scatole da quest'ultime.

Anche per me era tutto nuovo.
 Ti accompagnavo e pensavo, molto positivamente:"Vabbè, adesso per i prossimi tre anni, dovrò correre qui e poi al lavoro. Non ce la posso fare!".
Quando abbiamo scelto il tuo contrassegno, noi due genitori da denuncia, abbiamo optato per il più semplice da riprodurre.
In più dimenticavo puntualmente di leggere avvisi, portare a casa le cose da lavare, etc..

Poi il tempo ha fatto il suo corso.

Il contrassegno ti è piaciuto nonostante tutto.

La bambina con cui litigavi il primo giorno è diventata la tua migliore amica.

Hai smesso di offrire il caffè alle maestre ogni due ore.

I nani sospetti sono diventati i tuoi compagni di giochi e di malattia. Avete condiviso insieme un sacco di tempo e un sacco di germi.

Le mamme hanno creato un gruppo whatsapp che, a parte riempirsi di messaggi dopo due minuti di disattenzione, mi è servito a non fare arrivare le assistanti sociali a casa.
Grazie alle altre mamme, mia figlia aveva la parvenza di essere una bambina seguita.

Insomma, alla fine questi tre anni di asilo sono passati.
Ti sei fatta largo in situazioni nuove e te la sei cavata.
Adesso, a te e a i tuoi compagni, aspetta una nuova esperienza.

In bocca al lupo.



venerdì 10 marzo 2017

Miti e leggende

Quado ero piccola, vedevo le mamme degli altri bambini come esseri umani superiori.
Quando poi, ne incontravo una che conoscevo e mia mamma mi esortava a salutare per educazione, mi sentivo terribilmente in soggezione.
Ma allora perché, adesso che io sono mamma, non avverto questo senso di onnipotenza?
Anzi, quando qualche nano mi scruta intensamente, mi sento essenzialmente una cretina?
Mah...
Magari quando diventeró grande sul serio, me ne accorgeró perché verrò pervasa da questa onda energetica!

sabato 10 settembre 2016

Happy birthday to me

E così invecchio anche io.

Non che me ne freghi un granché. Gran parte delle persone che non mi conoscono, quando mi vedono mi danno parecchi anni in meno rispetto a quelli che ho. Quindi il problema del sentirsi vecchia è decisamente rimandato ai prossimi anni.

La novità di quest'anno è stata Anna.
Nata il 31/7 dopo una gravidanza tranquilla ma non troppo.
I primi tre mesi si possono riassumere con "E la nausea sia con te", seguita a ruota da "Balle spaziali", quelle che mi sono venute dopo aver passato settimane a vomitare tutto il giorno.
Il trimestre successivo è stato all'insegna della stanchezza cronica. Sid il bradipo in confronto era un dilettante.
Gli ultimi mesi sembravo Mobydick e avevo l'agilità di un rinoceronte zoppo.

Poi, una domenica mattina ha deciso di palesarsi Anna. Fotocopia sputata della sorella maggiore con lievissime variazioni sul tema.
E con lei sono tornate le famigerate notti insonni.
Grazie ad Anna quest'estate mi sono fatta una notevole cultura sportiva, guardando un sacco di gare delle Olimpiadi di Rio... in diretta. Che fortuna.
Ieri è cominciata la sessione delle para olimpiadi. Per almeno altre due settimane sono a posto.
A distanza di più di un mese le notti insonni continuano inesorabili, ma siccome la speranza e l'ultima a morire, spero di che piano piano le cose migliorino.

Staremo a vedere.....





sabato 30 gennaio 2016

Family day

Ma perche' prima di sentenziare su diritti e doveri degli altri, non ci facciamo un bell'esame coscienza?

Noi, cosi' dette famiglie tradizionali, che ci ricordiamo della tradizione solo quando si tratta di rompere le scatole al prossimo.
Il raduno di oggi esattamente a cosa è servito?
Quale tipo di famiglia cercava di difendere?
Quella composta da uomo, donna, figlio/i preferibilmente e preventivamente sposati in chiesa.
La stessa famiglia dove al giorno d'oggi, nella maggior parte dei casi purtroppo, dopo qualche anno l'uomo e la donna si separano e usano i figli come arma di ricatto?

Io mi sono sposata in chiesa, nella famiglia composta da uomo e donna ci credo, ma non penso sia l'unica soluzione plausibile.
Penso che un bambino abbia bisogno di una stabilita' che esula dal sesso di chi gliela fornisce.
Ma soprattutto, aver fatto questo tipo di scelta, a mio modesto avviso, non mi mette nella condizione di criticare  quelle diverse dalle mie.

E, a proposito di famiglia, la mia ad Agosto si allarga!




giovedì 10 dicembre 2015

Difendiamo lo stile di vita dei Dodo!

Ho fatto tardi. Ormai non riesco più a tornare a casa a pranzo.
Pazienza, visto che c'è il sole, andrò a mangiare qualcosa qua vicino.
Prendo un panino nel primo bar disponibile, mi siedo su una panchina al sole e tiro fuori l'ebook dalla borsa.
Poco dopo squilla il cellulare, rispondo e passo qualche minuto a chiacchierare con il mio interlocutore, aggiorno l'agenda, scrivo qualche messaggio su Whatsapp e, magicamente, arriva l'ora di tornare al lavoro.
Anzi, sarei anche leggermente in ritardo, quindi raccatto le mie cose in rapidità e mi avvio.
Ma, a metà strada, mi accorgo che l'ebook è rimasto esattamente dove l'ho lasciato: sulla panchina appunto.
Torno di corsa indietro sperando di trovarlo ancora là. Fortunatamente nessuno l'ha notato.

Questo succedeva il Giugno scorso, se fosse accaduto ieri, ora sarei nei guai.

Non che perdere un ebook sia un reato punibile dalla legge ma, se lo perdessi e qualcuno lo trovasse e ci desse un'occhiata, probabilmente mi toccherebbe fare un giretto in Questura e chiamare anche un buon avvocato.
Perché?

Perché la mia curiosità verso un sacco di cose, mi porta ad aggiornarmi. Quindi, oltre a romanzi vari ed eventuali,  sul mio ebook si trovano cose come:

-Storia della Siria
-Nella testa di una jiahdista (libro molto bello scritto da una giornalista francese)
-Due numeri di Limes che parlano della nascita del califfato e, per finire, il Corano.

Dopo i fatti di Parigi la cosa che ho sentito dire piu' spesso e' stata che dobbiamo difendere la nostra liberta', il nostro stile di vita.

Non so voi, ma io non mi sento proprio cosi' libera e anche sullo stile di vita, forse, potremmo migliorare.
Sto sicuramente mille volte meglio dei poveretti che oggi abitano a Damasco, ma abbiamo ampi margini di miglioramento.

A me sembra riduttivo paragonare la liberta' al poter andare al cinema o al bar, senza essere crivellati dai proiettili di gente malata.
In quanto allo stile di vita poi... Se prenoto un biglietto aereo, prima che io ci possa mettere piede il Grande Fratello sa gia' se e perche' sono, o non sono, stata in carcere.
Partendo da un comune pagamento pos possono sapere veramente tutto di noi.

L' unica liberta' che ci e' rimasta e'  veramente solo quella di spendere soldi (andare al cinema o al ristorante appunto) per non far crollare un sistema economico gia' un crisi di per se', anche senza l'aiuto di pazzi furiosi?

Spero proprio di no.