venerdì 9 novembre 2018

Avanti un altro

Non mi sono mai piaciuti i commiati o gli adii. Mai.
Li evito sempre, di solito sminuendo i momenti clou con una buona dose di sarcasmo, quando possibile.

Questa volta non ho potuto essere sarcastica e non ho potuto sottrarmi all'incombenza. Quindi mi è rimasto l'amaro in bocca.

E cosa sarà mai successo vi chiederete, ma forse anche no.
Non mi è morto il gatto che non ho.
Non ho salutato nessun amico in partenza per qualche meta fantastica.
Non mi sono dovuta liberare di nessun oggetto inutilmente conservato negli anni.
E allora?
E allora ho semplicemente cambiato la pediatra alle mie figlie.

La dottoressa scelta da me a suo tempo, se ne va in pensione e, come lei, tanti altri specialisti. Amen.

Il cambio della guardia però, da queste parti sta avendo degli effetti inquietanti.
La psicosi da posti liberi da accaparrarsi nelle liste dei medici disponibili, trasforma i genitori in creature bizzarre, che sembrano sotto l'effetto di sostanze eccitanti.

Gente che si accampa all'alba davanti a gli sportelli dei distretti sanitari.
Moltiplicazione, tendente all'infinito, di post sui social dove si chiede:
- modalità di svolgimento pratiche per il trasferimento da uno specialista all'altro.
-consigli/pareri/curriculum vitae/fedina penale dei medici al momento in forza.
-imprecazioni verso il sistema sanitario.
- panico generale.

Personalmente ho fatto fare l'ultima visita ad entrambe le iene, ho comunicato alla dottoressa che  avrei cambiato medico e ci siamo salutate.
Tutto molto formale, ma in verità a me è dispiaciuto.

Benché a volte non fossi d'accordo con i suoi metodi, devo riconoscere che è stata un ottimo pediatra.
Solitamente la sua contrarietà a somministrare antibiotici dopo giorni e giorni di tosse incessante, cozzava con il mio bisogno disperato di dormire.
Alla fine aveva ragione lei, visto che per ora, siamo sopravvissuti tutti.
D'altro canto, capisco anche che dopo una certa età, di bambini smoccolanti, genitori ansiosi, forse si vorrebbe poter fare a meno, per potersi dedicare ad altro.

Probabilmente tra due giorni sarò già immersa in tutt'altro e non ci penserò più. Starò smadonnando sull'ennesimo problema. Ma, adesso, ho questa fastidiosa sensazione di aver dovuto salutare una persona che, in verità, non avevo nessuna intenzione di lasciare.

Il nuovo medico non so chi sia, non ho  chiesto informazioni.
Conosco solo nome, cognome e indirizzo, ma devo ancora capire dove sia esattamente lo studio.
Chiunque sia e, indipendentemente dalla sua preparazione, spero comunque di non averne bisogno così presto.

domenica 7 gennaio 2018

EL PUEBLO UNIDO

Lunedì si ricomincia.

Se per due settimane ero riuscita a salvarmi dal tour de force mattutino chiamato "Consegna il nano", Lunedì tocca ricominciare.
Si torna alle vecchie sane abitudini per cui, dopo aver battagliato per vestire le nane, lavarle e avergli cacciato in bocca un biscotto al volo, mi ritrovo alle 7.40 su un autobus strapieno.
Strapieno di ragazzi e ragazzini che non capiscono (o non vogliono capire) che, se si togliessero lo zaino dalle spalle prima di salire, il mondo (almeno il mio) gliene sarebbe grato.
Perché la sottoscritta, si trova con una nana da salvare da episodi di  possibile schiacciamento e un'altra tracolla.
Riesco a scendere sudata dal mezzo pubblico anche in pieno inverno.

Si torna alle vecchie abitudini, dove si combatte per arrivare in orario in ufficio, dal medico, dal salumiere.
Ma so che siamo in tanti su questa barca sgangherata. Tutti, sempre con il cronometro alla mano, sempre con l'ansia di essersi dimenticati qualcosa di fondamentale.
Solo che quest'anno abbiamo una variante il primo giorno di scuola dopo le vacanze natalizie: UNO SCIOPERO.

Lo sciopero, strumento atto a valorizzare e sottoporre a chi di dovere, le problematiche legate alla categoria che lo indice, è un diritto sacrosanto.
Negli anni la società è cambiata, le mobilitazioni dei decenni passati, oggi sono impensabili. Nessuno, o solo pochi dipendenti, in questo Paese possono permettersi, oggi, di incrociare le braccia per far valere un proprio diritto.
Nel settore privato è una possibilità praticamente scomparsa.
Nel settore pubblico c'è ancora qualche spiraglio, ma le modalità di organizzazione vanificano gli sforzi.

Se le motivazioni possono essere valide ed indiscutibili, l'attuazione della manifestazione con i criteri seguiti al momento, fanno perdere tutta la credibilità.
Come cavolo è possibile che gli scioperi indetti per la scuola pubblica cadano sempre di Lunedì o Venerdì?.
No perché , il cittadino medio, dipendente privato che l'ultimo sciopero l'ha fatto alle superiori, la prima cosa che pensa è: "Guarda questi che si allungano il week-end/ferie. Io non lo posso fare e mi tocca pure trovare qualcuno a cui lasciare il nano.!".
Le alternative non sono molte. Baby sitter dell'ultimo minuto, portarsi il minorenne in ufficio ed usarlo come fermacarte, schiavizzare qualche parente.

Personalmente se fossi negli insegnanti ai quali sono rivolti questi scioperi, suggerirei di discutere con i sindacati di categoria sui giorni di attuazione degli stessi.
Perché non farlo di Mercoledì o Giovedì?
Il disagio che bisogna creare vi assicuro che viene creato.
Se dovete/volete andare a manifestare in corteo a Roma nessuno ve lo impedisce, basta organizzarsi per tempo.
Forse sarà troppo semplicistica come soluzione - ma forse così - qualcuno dei familiari dei bambini ai quali fornite il vostro preziosissimo servizio, comincerà, se non sostenere da subito la vostra causa, a vedervi meno in cattiva luce.

Detto questo io lunedì, in caso di sciopero, il nano me lo porto in ufficio e le faccio leccare i francobolli in attesa che i nonni  la vengano a recuperare.


sabato 19 agosto 2017

Holiday Inn

Mentre salgo in auto per partire penso: "No, ho dimenticato il libro che sto leggendo sul comodino".
Tre secondi dopo la mia coscienza mi ricorda che sto parendo per le vacanze con due nane al seguito.
L'unica cosa che riuscirò a leggere nella migliore delle ipotesi saranno un sacco di favole, nella peggiore, il dosaggio della tachipirina.

Ad ogni modo anche quest'anno cerchiamo di andare in ferie.

Capiamo fin da subito che l'aria di montagna, alla nostre figlie, mette un certo appetito.
La grande non finisce la colazione che chiede informazioni sul pranzo, la piccola si trasforma direttamente nel diavolo di Tzmania: azzanna qualsiasi cosa le capiti a tiro, commestibile e non.
E' bello soprattutto vederle mangiare fuori casa: tu le guardi orgoglioso mentre si mangiano anche i piatti, poi vai a pagare e osservi, che per quella cifra, tu hai solo assaggiato...

Ad ogni modo, le giornate passano fra visite culturali dove alla domanda: "Ilaria cosa ti è piaciuto di più?", la risposta è: "XY perché era anche in una puntata delle Winx!".
Senza contare la mezz'ora buona passata estrarre otto schegge di legno dalle mani della sopracitata nana.
Camminate in montagna, durante le quali, la piccola tenta l'evasione dallo zaino porta nano.
Sonno costante, stanchezza a vagonate.

Ma noi riusciamo a darci pure il colpo di grazia: la famigerata Giornata alle terme...
Giornata durante la  quale il nano grande prova l'ebrezza dello scivolo e dei giochi d'acqua, ovviamente accompagnata da papà.
Papà che, scivola una volta, scivola due volte, viene illuminato sul significato della frase "Mente Brillante". Gli schizzi d'acqua gli sono entrati fin nel cervello e i neuroni ne sono usciti lindi e pinti.
Io ho passato quasi tutto il tempo con l'acqua alla vita nella vasca per i piccoli. 

Ora, Facebook e Whatsapp sono intasati di selfie e video di gente sorridente e rilassata, è chiaro che quella in errore sono io.

venerdì 30 giugno 2017

Poi la strada la trovi da te

In quell'aula piena di visi, piedi, bocche, nasi, mani nuove, il primo giorno ti sei messa a litigare con una bambina.

Di tutti quei nani,alti più o meno come te, diffidavi fortemente.

Alle maestre offrivi di continuo caffè. Probabilmente perché una delle nonne ti aveva detto che era da persona educata, ma soprattutto, sospetto fosse un modo per non farti rompere troppo le scatole da quest'ultime.

Anche per me era tutto nuovo.
 Ti accompagnavo e pensavo, molto positivamente:"Vabbè, adesso per i prossimi tre anni, dovrò correre qui e poi al lavoro. Non ce la posso fare!".
Quando abbiamo scelto il tuo contrassegno, noi due genitori da denuncia, abbiamo optato per il più semplice da riprodurre.
In più dimenticavo puntualmente di leggere avvisi, portare a casa le cose da lavare, etc..

Poi il tempo ha fatto il suo corso.

Il contrassegno ti è piaciuto nonostante tutto.

La bambina con cui litigavi il primo giorno è diventata la tua migliore amica.

Hai smesso di offrire il caffè alle maestre ogni due ore.

I nani sospetti sono diventati i tuoi compagni di giochi e di malattia. Avete condiviso insieme un sacco di tempo e un sacco di germi.

Le mamme hanno creato un gruppo whatsapp che, a parte riempirsi di messaggi dopo due minuti di disattenzione, mi è servito a non fare arrivare le assistenti sociali a casa.
Grazie alle altre mamme, mia figlia aveva la parvenza di essere una bambina seguita.

Insomma, alla fine questi tre anni di asilo sono passati.
Ti sei fatta largo in situazioni nuove e te la sei cavata.
Adesso, a te e a i tuoi compagni, aspetta una nuova esperienza.

In bocca al lupo.



venerdì 10 marzo 2017

Miti e leggende

Quado ero piccola, vedevo le mamme degli altri bambini come esseri umani superiori.
Quando poi, ne incontravo una che conoscevo e mia mamma mi esortava a salutare per educazione, mi sentivo terribilmente in soggezione.
Ma allora perché, adesso che io sono mamma, non avverto questo senso di onnipotenza?
Anzi, quando qualche nano mi scruta intensamente, mi sento essenzialmente una cretina?
Mah...
Magari quando diventeró grande sul serio, me ne accorgeró perché verrò pervasa da questa onda energetica!

sabato 10 settembre 2016

Happy birthday to me

E così invecchio anche io.

Non che me ne freghi un granché. Gran parte delle persone che non mi conoscono, quando mi vedono mi danno parecchi anni in meno rispetto a quelli che ho. Quindi il problema del sentirsi vecchia è decisamente rimandato ai prossimi anni.

La novità di quest'anno è stata Anna.
Nata il 31/7 dopo una gravidanza tranquilla ma non troppo.
I primi tre mesi si possono riassumere con "E la nausea sia con te", seguita a ruota da "Balle spaziali", quelle che mi sono venute dopo aver passato settimane a vomitare tutto il giorno.
Il trimestre successivo è stato all'insegna della stanchezza cronica. Sid il bradipo in confronto era un dilettante.
Gli ultimi mesi sembravo Mobydick e avevo l'agilità di un rinoceronte zoppo.

Poi, una domenica mattina ha deciso di palesarsi Anna. Fotocopia sputata della sorella maggiore con lievissime variazioni sul tema.
E con lei sono tornate le famigerate notti insonni.
Grazie ad Anna quest'estate mi sono fatta una notevole cultura sportiva, guardando un sacco di gare delle Olimpiadi di Rio... in diretta. Che fortuna.
Ieri è cominciata la sessione delle para olimpiadi. Per almeno altre due settimane sono a posto.
A distanza di più di un mese le notti insonni continuano inesorabili, ma siccome la speranza e l'ultima a morire, spero di che piano piano le cose migliorino.

Staremo a vedere.....





sabato 30 gennaio 2016

Family day

Ma perche' prima di sentenziare su diritti e doveri degli altri, non ci facciamo un bell'esame coscienza?

Noi, cosi' dette famiglie tradizionali, che ci ricordiamo della tradizione solo quando si tratta di rompere le scatole al prossimo.
Il raduno di oggi esattamente a cosa è servito?
Quale tipo di famiglia cercava di difendere?
Quella composta da uomo, donna, figlio/i preferibilmente e preventivamente sposati in chiesa.
La stessa famiglia dove al giorno d'oggi, nella maggior parte dei casi purtroppo, dopo qualche anno l'uomo e la donna si separano e usano i figli come arma di ricatto?

Io mi sono sposata in chiesa, nella famiglia composta da uomo e donna ci credo, ma non penso sia l'unica soluzione plausibile.
Penso che un bambino abbia bisogno di una stabilita' che esula dal sesso di chi gliela fornisce.
Ma soprattutto, aver fatto questo tipo di scelta, a mio modesto avviso, non mi mette nella condizione di criticare  quelle diverse dalle mie.

E, a proposito di famiglia, la mia ad Agosto si allarga!




giovedì 10 dicembre 2015

Difendiamo lo stile di vita dei Dodo!

Ho fatto tardi. Ormai non riesco più a tornare a casa a pranzo.
Pazienza, visto che c'è il sole, andrò a mangiare qualcosa qua vicino.
Prendo un panino nel primo bar disponibile, mi siedo su una panchina al sole e tiro fuori l'ebook dalla borsa.
Poco dopo squilla il cellulare, rispondo e passo qualche minuto a chiacchierare con il mio interlocutore, aggiorno l'agenda, scrivo qualche messaggio su Whatsapp e, magicamente, arriva l'ora di tornare al lavoro.
Anzi, sarei anche leggermente in ritardo, quindi raccatto le mie cose in rapidità e mi avvio.
Ma, a metà strada, mi accorgo che l'ebook è rimasto esattamente dove l'ho lasciato: sulla panchina appunto.
Torno di corsa indietro sperando di trovarlo ancora là. Fortunatamente nessuno l'ha notato.

Questo succedeva il Giugno scorso, se fosse accaduto ieri, ora sarei nei guai.

Non che perdere un ebook sia un reato punibile dalla legge ma, se lo perdessi e qualcuno lo trovasse e ci desse un'occhiata, probabilmente mi toccherebbe fare un giretto in Questura e chiamare anche un buon avvocato.
Perché?

Perché la mia curiosità verso un sacco di cose, mi porta ad aggiornarmi. Quindi, oltre a romanzi vari ed eventuali,  sul mio ebook si trovano cose come:

-Storia della Siria
-Nella testa di una jiahdista (libro molto bello scritto da una giornalista francese)
-Due numeri di Limes che parlano della nascita del califfato e, per finire, il Corano.

Dopo i fatti di Parigi la cosa che ho sentito dire piu' spesso e' stata che dobbiamo difendere la nostra liberta', il nostro stile di vita.

Non so voi, ma io non mi sento proprio cosi' libera e anche sullo stile di vita, forse, potremmo migliorare.
Sto sicuramente mille volte meglio dei poveretti che oggi abitano a Damasco, ma abbiamo ampi margini di miglioramento.

A me sembra riduttivo paragonare la liberta' al poter andare al cinema o al bar, senza essere crivellati dai proiettili di gente malata.
In quanto allo stile di vita poi... Se prenoto un biglietto aereo, prima che io ci possa mettere piede il Grande Fratello sa gia' se e perche' sono, o non sono, stata in carcere.
Partendo da un comune pagamento pos possono sapere veramente tutto di noi.

L' unica liberta' che ci e' rimasta e'  veramente solo quella di spendere soldi (andare al cinema o al ristorante appunto) per non far crollare un sistema economico gia' un crisi di per se', anche senza l'aiuto di pazzi furiosi?

Spero proprio di no.


sabato 31 ottobre 2015

Goodbye Expo

Se non ve ne foste accorti l'Expo si è concluso.

Tutto il giorno  a ripetercelo con servizi speciali, trasmissioni dedicate, interviste a grandi capi, interviste a volontari, interviste a visitatori, interviste ad ignari passanti...
Insomma oggi tutti dovevano dire la loro sull'esposizione universale appena conclusa.
A me nessuno ha chiesto niente ma, siccome ci sono stata, vi racconto la mia versione dei fatti.

Il tutto risale a metà settembre.
In verità io rompevo le palle  già dall'estate con questa storia dell'Expo.
Ho cominciato dicendo: "Che bello c'è l'esposizione universale! Chi viene con me?"
Dopo un paio di "Sì vedremo", "Non so devo chiedere alla mia agenda" e "Scordatelo, non mi interessa!", la musica è cambiata in:"Che bello c'è l'esposizione universale! IO VADO."
Poi il marito preso da pietà ha deciso di accompagnarmi, probabilmente per evitare che mi perdessi fra Cardo e Decumano.
Così in una assolata mattina io, il marito ed il nano siamo partiti per Milano.

Sì, ci siamo andati con il nano, anche se ce lo avevano sconsigliato perché troppo piccola a detta di alcuni.
Non contenti, ci siamo pure andati in treno.
Quattro ore all'andata e quattro ore al ritorno, a cercare di tenere occupata una quattrenne senza nessuna intenzione di dormire, su uno splendido FecciaRossa che però questa volta è stato meno feccia del solito.

Dall'ultima volta che sono stata a Milano è passato parecchio tempo, ma si è riconfermata una città in cui non mi piacerebbe vivere. Troppo caotica.
L'unica cosa buona, per me, è stata la libreria Feltrinelli in piazza Duomo. Quella mi è piaciuta un sacco!
Ma non divaghiamo, siamo qui per Expo, ed Expo sia!

Sapevamo che c'era la possibilità di avere un passeggino a noleggio per chi aveva al seguito un bambino piccolo.
Da totali sprovveduti, pensavamo che bastasse presentarsi all'entrata dell'esposizione e un addetto ci avrebbe fornito il fantastico trabiccolo e invece...
Abbiamo scoperto, ovviamente la sera del nostro arrivo, che bisognava prenotarli attraverso il sito della Chicco, noi abbiamo fatto richiesta troppo tardi e quindi Expo lo abbiamo con il nano in spalla.
16 kg di puro divertimento!

Ma, una volta lì, meno male che il nano c'era!
Sì perché sarà anche come fare il giro del mondo in otto ore, ma solo se hai un nano (tuo o rapito per l'occasione), o ti sei trascinato dietro la nonna morente.
In mancanza di queste due figure, l'unico modo di saltare le file chilometriche era farsi venire un infarto.
Neanche a dirlo, il giorno della nostra visita, è coinciso con il giorno di maggior affluenza dall'inizio dell'evento.
Quindi, nano a tracolla, ci siamo lanciati in questa avventura.

I padiglioni inarrivabili come Cina, Giappone, Emirati Arabi sono rimasti tali. C'erano file dalle quattro alle otto ore.
Gli altri, con Ilaria al seguito, siamo riusciti a visitarli abbastanza velocemente e comunque non li abbiamo visti tutti.

Il tema cardine era sul cibo e su come nutrire il pianeta e, devo dire, che mia figlia l'ha capito benissimo. Ha passato tutto il giorno a dirmi "Ho fame" (forse non aveva tutti i torti abbiamo camminato dalle 10 di mattina alle 22.00...)
A mio avviso però l'attrazione principale di questo expo non è stato il cibo o le risorse della Terra, quanto l'architettura dei vari padiglioni.
Alcuni grandi come palazzi di due piani, altri sembravano negozi di suovernis.
E' vero, alcuni Paesi hanno cercato effettivamente di sottoporre il problema di come nutrire il pianeta negli anni avvenire, altri facevano pura e semplice promozione turistica a mio modesto avviso.
Ma tant'è.

Expo è stata una bellissima esperienza molto mal organizzata.
Sarebbe bello poter visitare la prossima esposizione universale e fare i dovuti confronti.
Concludo con la frase di un visitatore in attesa della cena davanti a noi, che riassume molto bene il problema dell'organizzazione.

"Expo. Non ci torno piu'! Servito male e in fretta.
Sono qui da stamattina e ho fatto solo file. Che coglione.
E ho pure pagato!
Due volte coglione!"






sabato 13 giugno 2015

Per quest'anno cambia rotta...

...fai le tue vacanze in grotta.

Questa e' una stupidissima filastrocca che ho sentito tempo fa, ma noi prenderemo per buono il consiglio.
Abbiamo anche gia' scelto la meta. Quest'anno le ferie le vorremmo trascorrere in un luogo d'altri tempi,
frequentato solo da una particolare cerchia di avventori.
Certo, il fatto che siano selezionati, non implica per forza che siano pochi. 
Ovviamente e' d'obbligo la presenza della cavita' rocciosa dalle benefiche proprieta' per poterci rilassare.

Insomma tutti in gita a Lourdes!

Si', perche' dopo la varicella, la febbre alta, la tosse, l'otite, di nuovo la tosse, un occhio gonfio per motivi misteriosi e ora  nuovamente lo spettro dell'otite, penso proprio che il nano abbia diritto ad un soggiorno gratuito nella rinomata localita'. 
E, visto che e' minorenne, una capatina la faremmo volentieri anche noi.
Non si sa mai...

sabato 30 maggio 2015

Eco...logico. parte II

L'altro giorno mi e'capitata fra le mani la confezione di un prodotto in gel per la pulizia del bagno.
Sull'etichetta frontale capeggia un bell' arcobaleno e la scritta MONDO PULITO.
Ho pensato:"Ma guarda deve essere il prodotto di qualche linea biologica. Tanto meglio."
Incuriosita la giro  e  comincio a leggere parole di sedici lettere che  hanno poco di ecologico, accompagnate da disegni di pesci morti, alberi morti etc...
Sulle avvertenze per l'uso poi, c'e' scritto di usare guanti ed occhiali protettivi. In piu', in caso di incidente, si invita a contattare il centro veleni di non so quale ospedale, di cui viene riportato preventivamente anche il numero diretto. 
E pensare che io l'ho sempre usato senza nessun tipo di accorgimento...
Ora pero' mi domando a che punto dell'utizzo appaia l'arcobaleno.
Forse dopo aver indossato guanti e mascherina. La prossima volta provo.









giovedì 28 maggio 2015

Domande mal poste

Quando vuoi avere dagli altri delle risposte a tono, devi fare le domande giuste.
Interno - Sera
"Mammaaa!Voglio l'acqua!"
"Aspetta."
"Mammmaaa! Dammi l'acqua!!!"
"Un secon..."
"ACQUAAA!"
"Nano! Ora non riesco e comunque non ho sentito la parola magica. Qual e'?"
"Ehm...Abracadabra?"

Ok. Si' lo ammetto, la colpa e' mia...

venerdì 3 aprile 2015

Tempi moderni

Alla fine questo week-end lungo è arrivato.
Ben tre giorni per...fare il giro dei parenti perché tanto dicono che pioverà.
Ma che ci frega! 
Abbiamo duecento chili di cioccolata sotto forma di uova, cioccolatini,colombe etc da dover smaltire da qua ai prossimi sei mesi. 
Faremo tante torte al cioccolato. Lo mangeremo con i biscotti la mattina, nel gelato al pomeriggio, nel latte la sera.
E poi andremo a rifarci tutti e tre la carta di  identità perché sui "segni particolari" dovranno aggiungere la dicitura: BRUFOLI. 

Che bella la Pasqua. 

Già un paio di settimane prima, se accendi la tv, ti trovi davanti pubblicità con conigli parlanti che saltano da ogni parte, invitandoti a comprare questo o quell'altro uovo.

Evidentemente il coniglio sciroppato è una strategia marketing vincente perché la gente, se hai figli piccoli, comincia a riempirti la casa di uova di cioccolata di tutte le forme e dimensioni.
Un giorno passi distrattamente davanti ad un negozio e butti l'occhio su di uno di quei cosi colorati  che hai adocchiato in tv. Visto il prezzo dentro deve esserci minimo minimo una pepita d'oro.
Incartate sembrano uova di struzzo, dentro potrebbe starci il castello di Cenerentola con tutto l'entourage e invece spesso ci trovi un portachiavi piccolissimo.

Ad ogni modo ti ritrovi la casa invasa di cioccolato, dolci di tutti i tipi e, se lasciassi veramente mangiare tutta quella roba ad un bambino (a cui nell'80% dei casi interessa solo la sorpresa), probabilmente verresti denunciata e ti toglierebbero la patria potestà.
Quindi è meglio cominciare a pensare con largo anticipo a cosa poter fare con tutta quella materia prima e mettersi il  cuore in pace perché mesi di dieta post abbuffate di Natale andranno tristemente in fumo. Neanche se ti facessero trainare la Costa Concordia riusciresti ad avere risultati apprezzabili in poco tempo.
Ma la Pasqua non era sinonimo di digiuno e meditazione? Di nuova vita? Di resurrezione? 
I tempi cambiano. Avrei dovuto capirlo già parecchi anni fa quando ricevetti la seguente telefonata, proprio nel periodo di Pasqua mi pare.

Sera - Interno
Suona il telefono.
Abito sola, quindi anche se non ne ho nessuna voglia e visto che nessuno lo farà per me, mi tocca alzarmi e andare a rispondere.

"Pronto?"
"Buona sera. Sono xy e chiamo per proporle un'offerta vantaggiosa"
"mmm"
"Se acquista una BARA oggi, avrà un notevole sconto al momento dell'utilizzo!"
"___________"
"Pronto? E' ancora là?
"MI STA' PRENDENDO IN GIRO??"
"No. no. sono serissimo! chiamo da parte della ditta Tal dei tali"
"ok. Allora non sono interessata. Buonas...
"ASPETTI! Magari nel suo condominio conosce qualcuno che è interessato?"
"NO. non conosco nessuno che al momento abbia intenzione di morire, almeno non volutamente. buona sera."
A proposito di vita nuova, resurrezione... e business.

Comunque BUONA PASQUA A TUTTI




sabato 28 marzo 2015

Guest stars

Dopo lunga attesa sono arrivati. Entrambi nello stesso week-end.

Venerdì, dopo diversi mesi di attesa, finalmente siamo riusciti a portare a casa Lupo Ruggero. La mascotte/marionetta dell'asilo che passa di fine settimana in fine settimana a casa di tutti bambini della scuola.
E' da Ottobre che lo aspettiamo.
Sì. NOI lo aspettiamo. Non Ilaria.
La nana è sicuramente contenta di poterlo ospitare per un paio di giorni a casa nostra, fargli vedere la casa, farlo dormire con lei.
Noi invece (mamma e papà) avevamo già progettato tutta una serie di cose da far fare a Lupo Ruggero quando sarebbe arrivato, visto che delle visite a domicilio del quadrupede, bisogna documentare almeno alcuni momenti tramite delle foto da portare poi a scuola.

"Pensa che figo. Arriva Lupo Ruggero, noi organizziamo una grigliata con gli amici e lo fotografiamo mentre tenta di azzannare le salsicce!!"
oppure
"Dai facciamo la foto del Lupo mentre gioca a rugby con noi!"
o anche
"Lupo Ruggero a tu per tu con le gatte della nonna"


E invece in contemporanea è arrivata anche LEI.

LEI è parecchie settimane che fa notizia.
Anche lei passa in visita a casa i bambini dell'asilo. Era già un po' di tempo che fra mamme chiedevamo a vicenda:
"Ma da te è già arrivata?"
Chi diceva si, chi diceva no, chi preferiva non rispondere.
Stamattina si è presentata da noi e ha mandato a monte i nostri piani.

La nana si sveglia e invita il lupo a fare colazione con noi.
La guardo in faccia e vedo che ha dei brufolini rossi. Scrutando oltre il pigiama noto che ne ha diversi su tutto il corpo.
La diagnosi è una sola: VARICELLA!

Ok. Manteniamo la calma. Lupo Ruggero ci osserva con lo sguardo ebete.
Facciamo rapidamente mente locale su chi fra noi e i parenti l'ha già avuta: a memoria d'uomo dovremmo essere in gran parte fuori pericolo.
Allertiamo tutti di starci lontano almeno per un po', tanto per evitare spiacevoli incidenti ma ormai i nostri piani per l'altro ospite sono andati in fumo. Lupo Ruggero resterà fra quattro mura tutto il week-end.
Faremo delle foto bellissime: Ruggero con il termometro, Ruggero che mangia pasta in brodo, Ruggero che si nasconde dal nano contagioso!

Mi spiace caro lupo. Per le salsicce ci si rivede il prossimo anno.


















domenica 15 marzo 2015

shopping

Domenica pomeriggio in libreria.

Dobbiamo sceglire una favola da portare a scuola per leggerla a tutta la classe.
Io e la nana arriviamo la' gia' stanche, oltre che di fretta, perche' dopo abbiamo un altro impegno.

L'unica "regola" stabilita e' semplice: la storia non deve riguardare nessuna serie di cartoni animati e simili.
Sembra fattibile.

Entriamo in libreria

Si comincia subito male. Ovviamente Ilaria si fionda sull'unica catagoria di libri che non puo' prendere.

Cerco di spiegarle che le maestre hanno richiesto scelte diverse, ma a lei non interessa affatto e continua a propormi storie di Peter Pan e compari.

Come gia'detto abbiamo pure fretta e io non ho proprio il tempo di stare a discutere. La prendo di peso e la porto davanti allo scaffale che potrebbe interessarci.

Comincio a mostrarle alcuni libretti: quello no non mi piace,
e' brutto, l`altro neanche perche' le figure non sono a colori, il terzo neppure perche'...non me lo ricordo. Va avanti cosi'per un po'.

Ad un certo punto, stufa piu' di lei, mi infastidisco e sbotto:" Adesso ne scegli uno e ce ne andiamo!!"
Lei si allontana di qualche passo e, girandosi di schiena, mi fa:
"Allora sceglitelo tu!"

Evito commenti, afferro la prima favola che ho sotto mano, paghiamo e usciamo.

Due giorni dopo portiamo il libro a scuola per darlo alle maestre...
Neanche a dirlo, non va bene:la storia e'troppo lunga.
Ci tocca tornare a prenderne un' altra.

Comincio gia'a sudare...







martedì 10 marzo 2015

prossima fermata...

E' da luglio che non scrivo piu' qui ed e' da luglio che non prendo un treno. Oggi sono in treno. Ergo non ho piu' tempo per scrivere nella vita di tutti i giorni, mi tocca aspettare i corsi di aggiornamento lavorativi fatti qua e la' per avere due minuti per me.
Pazienza, sono sicura che avete dormito benissimo lo stesso in questi mesi.
Cosa e' successo? Un sacco di cose.
Troppo lungo stare a spiegarle tutte.
Fra tante, mia figlia ha cominciato l'asilo a settembre e, a parte la nomina a cavia umana per qualsiasi influenza nel raggio di un paio di chilometri dalla scuola, se la cava alla grande. Meglio cosi'.
Ok. Sono quasi a casa. Il tempo a disposizione sta' per terminare e anche la batteria del cellulare da cui scrivo.
Mi e' sempre piaciuto un sacco viaggiare in treno... a parte le volte in cui sui binari ad attendermi c'erano carri bestiame con la scritta TRENITALIA sulla fiancata.
Oggi ne ho quasi persi due (di treni, non carri bestiame per mia fortuna).
Ho rischiato di essere portata in trionfo dal camion di un corriere espresso, adesso vediamo cosa succede come scendo dal treno, cosa che accadra' fra pochi minuti.
Vi faro' sapere, sperando di non dover aspettare il prossimo viaggio "fuori porta".





mercoledì 16 luglio 2014

un giorno di ordinaria follia

Perche' scrivo solo adesso?
Perche' stasera non sono ancora collassata a letto.
Cos'e' successo? Niente di che.
Ho solo cambiato di nuovo lavoro e abituarmi a nuovi ritmi e orari e' stato un po' pesante.
Il pc di casa funziona a singhiozzo, cosi' mi tocca scrivere usando il cellulare, ma oggi sono abbastanza di buon umore per poter affrontare la tastiera toch per un post intero.
Sono di buon umore perche' c'e' stata una strana sequenza di eventi. 
Nell'ordine:
. Ho sognato che vincevo la lotteria.
Stamattina andando in ufficio ho cominciato a pensare a come e con chi dividerei il denaro in caso di vittoria.
Da questa elucubrazione e' venuto fuori un elenco troppo lungo di persone. Dovrei sbancare per poter accontentarli tutti.

. In ufficio e' arrivato Teddy Reno. Non ricordo esattamente cosa cantasse ai suoi tempi, ma dicono sia stato famoso. A parte questo, il vecchietto in questione, voleva baciarmi per ringraziarmi di non avergli fatto pagare quello che richiesto. Ho declinato l'offerta.

.Oggi pomeriggio ho evitato per un soffio un'acquazzone con chicchi di grandine grossi come biglie.

. Stasera sono uscita dall'ufficio e sono passata in tabacchino....ho giocato sul serio un gratta e vinci.

Ho vinto CINQUE euro. La vincita piu' alta di tutta la mia vita!!

sabato 17 maggio 2014

Il "meraviglioso mondo di Ilaria" - XLIV puntata

TU UN GIORNO MI CHIEDERAI IL MOTORINO

Interno - Sera

Io seduta sul divano, Ilaria vicino a me che lancia un palloncino, la tv accesa sull'inossidabile Rai Yoyo.

Nonostante Peppa continui a elargire perle di saggezza ad ogni frase, il nano oggi non sembra interessata e continua a giocare con il palloncino.

"Questo è il momento buono!" penso.
Afferro il telecomando e cambio canale, nella speranza di poter vedere un telegiornale, o almeno leggerne i titoli.

Ma Ilaria se ne accorge immediatamente e scoppia il solito piagnisteo
"Mammmmaaaaa!!  Io voglio vedere i cartoni animatiiiii!!"
"No Ila. Visto che tu stai lì a giocare, io guardo il telegiornale!!"

Il nano smette immediatamente di frignare.
Mi si avvicina con sguardo funereo
Si ferma esattamente di fronte a me continuando a fissarmi con aria di rimprovero e spara la seguente frase:

"Mamma. Vai a fare cena!"

Non ha neanche compiuto tre anni.
Non so, fate un po' voi



giovedì 10 aprile 2014

Sott'acqua


Quando mi trovo ad affrontare periodi molto impegnativi, vado in apnea, ovvero, non riesco a fare/pensare a niente di diverso da quello che mi tiene in tensione.
Così facendo, anniento quasi istintivamente tutto quello che mi circonda e che, in quel momento della mia vita, non reputo utile per riuscire ad arrivare a fine giornata. In pratica vivo per compartimenti stagni.
 Questo modo di reagire però non va proprio bene. Porta inevitabilmente a  trascurare persone/cose per qualcosa che non è detto abbia effettivamente un esito positivo, nonostante tutto il mio impegno.
Dovrei proprio imparare a farmi scivolare addosso le cose o almeno prenderle con un minimo di leggerezza. Ma non lo so fare. Non l'ho mai imparato e non credo poter cominciare ora.


Anche il fatto di non scrivere più  fa parte della fase di apnea.
Ma ho deciso che, visto che non so quanto tempo ancora andrà avanti  così,  almeno qui devo riuscire ad alleggerire a modo mio quello che mi succede.

Bene. Chiuso l'angolo commiserazione.

La prima notizia "soft" è che in famiglia abbiamo un nuovo hobby: la bicicletta.
Dopo aver preso in prestito la bici di mia sorella e averci piazzato sopra il porta nano, aver recuperato da una cantina la bicicletta per me, qualche settimana fa abbiamo fatto il primo giro di prova.
Doveva essere solo qualche chilometro in una zona tranquilla, per capire dopo quanti secondi avremmo avuto l'acido lattico alle ginocchia dopo anni di completa inattività...
I chilometri  sono diventati improvvisamente 20 (in parte su strade sterrate) e, il giorno dopo, avevo l'acido lattico che mi usciva anche dal naso!
La bicicletta di mia sorella, che non è stata progettata per percorsi su sentieri di campagna, ha perso un paio di volte la catena e il blocca sellino si è staccato. 
Abbiamo pensato che fosse meglio restituirgliela prima di distruggerla del tutto.

Non paghi di questa prima esperienza, siamo andati a comprare un'altra bicicletta (questa volta nuova di zecca) fatta apposta per affrontare anche strade non proprio asfaltate e con la possibilità di caricarci sopra il porta nano.
Sabato, forse, proviamo il secondo giro. 
Questa volta non azzardo ipotesi sul chilometraggio, non si sa mai.




mercoledì 19 marzo 2014

Il "meraviglioso" mondo di Ilaria - XLIII puntata

COSA FARO' DA GRANDE...

Si dice che tutti nella vita abbiano delle aspirazioni.
C'è chi vuole diventare dottore, chi pompiere, chi elettricista, calzolaio, cameriere, sportivo, infermiera, autista etc...
Dicono anche che queste aspirazioni nascano da quello che sei naturalmente portato a fare, o quello che ti interessa approfondire.

Tutto questo però, mi pare di aver capito, che si sviluppa da una certa età in poi.
Io ho due anni e mezzo, non ho ancora aspirazioni precise, sono naturalmente portata a fare casino e mi piace Peppa Pig. Non ho idea a quale lavoro/hobby futuro potrei interessarmi o svolgere.

Nel dubbio mamma e papà l'altro giorno mi hanno messo in mano una strana palla ovale, poi tutti orgogliosi mi hanno fatto un paio di foto.
Sul momento non mi sono insospettita, di foto me ne fanno di continuo.
Ma successivamente la mamma è scoppiata a ridere e guardandomi mi ha detto. "Vorrei poter vedere la faccia delle maestre di scuola se, quando ti chiederanno che sport pratichi, tu rispondessi...RUGBY"

Secondo voi devo preoccuparmi?